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Biografia

  Il gruppo nasce nel '95 tra i vicoli scuri di un paese di provincia, coi suoi sperimentalismi nella pietra antica di un locale dal portone pesante e arrugginito nei cardini, le sue visioni dure e psichedeliche nell'antro di un camino spoglio (se non per il suo unico abitante chiuso in una bottiglia, Dino, fedele spettatore del primo lustro di vita del gruppo), e le continue incursioni di gente più o meno illustre e variopinta (come la dirimpettaia e i suoi ripetuti e singolari problemi di "volumo").

   Gli anni incalzano seminando folletti, amori effimeri, demoni della follia, rospi, gufi... e il magico scrigno di pietra si rivela troppo angusto e sovrappopolato per il nucleo storico della banda rimasto fedele al progetto (Mimmo, un tastierista subterraneo, Gigi, chitarrista longevo e demoniaco, e Michele, cantore di crisi amorose, politiche e mistiche). Tra varie scaramucce nuovi personaggi si aggregano alla missione: Grazia, una sassofonista introspettiva, Francesco, bassista di stile colto ed enigmatico, e Beatrice, batterista leggiadra e spigolosa. All'alba del 2000 il nucleo si consolida in uno stile più personale e maturo, e si affaccia al panorama nazionale partecipando e vincendo un contest indetto da Radio Popolare di Milano, "Una Suite per un anno", cominciando così il lungo lavoro per la pubblicazione del primo album ufficiale, "Thirteen Tolls at Noon", che vede la luce nel 2003, grazie soprattutto alla complicità di Loris Furlan della Lizard Records, un appassionato vecchio stampo, un discografico dedito a pioneristici viaggi in camper sulla scia dei concerti dei suoi genuini esemplari di scuderia.

   Voci di corridoio mediatico favellano a favore di questo lavoro, e i Floating State vengono presto annoverati tra i più interessanti esempi di prog sulla scena attuale europea, tant'è che la voce valica paesi e corti dalle acque nostrane a quelle nordiche, ed essi si apprestano a prender parte a diversi progetti di compilation e tributi editi da etichette straniere; dopo aver pubblicato un brano per un tributo ai King Crimson, il cantante storico della band viene però misteriosamente fagocitato dagli esiti di una crisi mistica, e viene catapultato in un'altra terra di folletti, fate, gufi, baguettes... così, quasi per caso, un vecchio avventore del primo rifugio del gruppo (non tanto variopinto ma sicuramente più illustre della dirimpettaia sopracitata), Marco, chitarrista classico autodidatta esistenzialista, si scopre cantante (cosa di cui ha sempre sospettato) e si aggrega alla band.

  La nuova formazione pubblica un brano per un tributo ai Moody Blues e due progetti a tema indetti dalla finnica Colossus ed editi da Musea Records, il primo dei quali (Treasure Island, 2007) vede la trasposizione in musica inedita del romanzo "L'Isola del Tesoro"di Stevenson: in questa occasione i paladini, in preda all’immedesimazione più spinta, si trovano a girovagare per i porti locali vestiti da bucanieri con bottiglia di Long John al seguito, nel tentativo disperato di cogliere arcaismi anglosassoni nel dialetto dei pescatori autoctoni. Ma solo in seguito si perdono nella più sconcertante e sanguinosa esperienza della loro vita artistica: la rilettura in musica inedita del film "Profondo Rosso" di D.Argento, per la successiva pubblicazione discografica della Musea (Giallo! One Suite for the Murderer, 2008).

  Malgrado i risvolti macabri e la fase delirante dovuta soprattutto all’immedesimazione del cantante, il progetto va a buon fine, ma un nuovo scossone minaccia l'assetto della banda: lo storico bassista dal fascino e stile enigmatico viene misteriosamente contattato da entità estranee e si vede costretto, a malincuore, a sospendere la sua collaborazione e a partire in stile molto enigmatico per un'altra terra, tra volpi, cinghiali... e folletti non ce ne sono più.

  Dopo mesi di tregua contemplativa entra a far parte del gruppo un'altra vecchia conoscenza, Simona, chitarrista combattiva e contemporanea, dal vissuto metallaro eppur classicheggiante... Con lei il gruppo riprende il proprio lavoro proiettandosi nella composizione di nuovi brani.

  Dopo 5 pubblicazioni ufficiali, vari concerti anche accanto a nomi illustri quali Banco, Osanna, Patrizio Fariselli, Balletto di Bronzo... e qualche primo capello bianco (o per alcuni caduto), il gruppo attualmente viene citato in un libro edito in Italia (Prog 40 – Quarant’anni di progressive rock nel mondo – A.A.V.V.) che celebra appunto 40 anni di storia del prog internazionale.

  A partire dal 2009 i Floating State percorrono anche progetti paralleli, e spesso si trasfigurano in “Folletti di Vetro”, quando, raggiunti da una fata bionda di nome Annamaria, proveniente dai boschi dell’entroterra, decidono di omaggiare Fabrizio De Andrè rileggendo la sua opera…

 

Marco Esposito
voce, flauto, chitarra classica
Mimmo Ferri
tastiere, glockenspiel, theremin
Grazia Stella
sassofoni
Beatrice Birardi
batteria e percusioni
Gigi Ferri
chitarra elettrica
Francesco Antonino
basso elettrico

 

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